Incubi notturni – ma perchè?!

Per favore, ditemi che è una fase quella degli incubi

perchè davvero la mancanza di sonno mi rende una brutta persona: brutta in tutti i senti, fisicamente perchè le occhiaie non mi donano per nulla, purtroppo (e sono troppo pigra per coprirle col correttore al mattino) e mentalmente perchè divento irascibile, impaziente, debole e sbadata. Più del solito.

Sono 3 notti che Thomas si sveglia piagnuccolando insistentemente. Una volta che parte il fastidioso lamento devo per forza alzarmi, non posso aspettare più di qualche secondo o rischio che svegli la piccola, e poi il problema diventa doppio. Anzi, quadruplo per qualche strano meccanismi di fisica relativistica.

Quindi mi reco ciondolante in camera degli gnomi, mi avvicino al letto e ottengo un lamento più lungo e acuto… cerco di svegliarlo piano piano ma per dei bei minuti nulla funziona. Lo stuzzico con un bicchiere di acqua, lo porto a fare pipì e il lamento è sempre fra i denti. Dopo un quarto d’ora riesco a convincerlo a piantarla e mi sdraio accanto a lui che pian piano si calma.

Bene. dorme.

Provo a sgusciare dal letto come un lento lumacone, facendo conto di essere senza ossa e così, senza fare rumore scivolo giù dal materasso, cercando di non spostare manco il lenzuolo. Mi dirigo verso camera mia dove il marito dorme a forma di stella marina. Entro con poca grazia a letto e sto lì, ferma ad ascoltare… mi pare di sentire i respiri di tutti… ho perso il sonno, cazzo. E tutti dormono. Che noia. Provo a dare una gomitata piccolina al marito per vedere se con la scusa di vederlo sveglio posso attaccare bottone, ma nulla. Sono sola nel cuore della notte e penso: ma perchè gli incubi?!

Il mattino dopo chiedo a Thomas cosa è successo la notte prima, e mi racconta che “è uscito un pesce fantasaman (=fantasma) dal mio armadio con gli occhi di luce blu”. Molto bene. Un fantasma. Se c’è una cosa che ancora mi fa venir voglia di starmene con il lenzuolo fin sopra la testa e tenermi la pipì fino al mattino, è il pensiero di un fantasma che gira per casa. Per fortuna qui si tratta di un pesce fantasma, e son certa che per Thomas comunque potrei farmi coraggio, uscire dal letto ed affrontare IT in persona (che non è fantasma, ma peggio dei fantasmi sono i clown con i denti aguzzi).

Povero piccolo, penso. Speriamo vada meglio stanotte.

Invece…

Il lamento si ripresenta, questa volta è il marito ad alzarsi.

Sono comunque sveglia e questa volta il lamento si trasforma in vere parole: “Papà, voglio un uovo! un uovo, hai capito! UHEEEE! Voglio un uovooooo!”

Davvero Thomas, alle 3 di mattina? Un uovo? BHOOO!?

anche qui, un quarto d’ora per calmare le acque, il sonno è perso, ma più di tutto rimane la domanda.

Perchè gli incubi? (certo, anche “perchè un uovo?!”). Avete dei consigli su come affrontare questo periodo?

Ho passato un po’ di tempo in rete a cercare una risposta a questo problemino. Vi consiglio la lettura di questo interessante articolo su Pianetamamma.


Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per il suo funzionamento, per le opzioni di condivisione sui social. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca su Maggiori Informazioni. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento ne acconsenti l\'uso. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi