Com’è avere un anno? Una merda

Essere degli esseri umani di un anno non deve essere una cosa semplice

Certo, nessuno di noi se lo ricorda, ma con uno sforzo di immaginazione ed immedesimazione, si può provare a capire la frustrazione insita nell’avere quell’età. Osservo Anna (14 mesi ormai) e provo una grandissima stima per questa piccola, piccolissima donna (stiamo parlando di 80 cm di donna).

E’ bassa

A proposito dei pochi centimetri di altezza, chissà che brutto dover sempre dipendere da qualcuno per raggiungere una cosa che vuoi sul tavolo (spesso un biscotto, ma anche una candela accesa, un tagliere o del salame al peperoncino e coltellaccio). Non parliamo poi delle leccornie chiuse negli armadietti della cucina, ma anche più semplicemente di un po’ di acqua! Anna ha un vocabolario molto limitato (ristretto ad una sola parola, che per mia sfortuna, è MAMMA) e pertanto deve inventarsi gesti ed espressioni particolarmente convincenti per indurti a capire che ha bisogno di qualcosa. Mi fa tenerezza, perchè noto nei suoi occhi una supplica “Mamma, capiscimi, ti prego“, mentre sventola le braccia e punta il dito alla cucina (tutto ciò che desidera si trova in questa stanza) che mi invoglia ad entrarle nel cervello e vedere il suo bisogno per poterla accontentare (non esiste ancora la macchina leggi-pensieri?).

L'espressione soddisfatta di Anna l'Orgogliosa
L’espressione soddisfatta di Anna l’Orgogliosa

La cosa più bella è vedere la sua espressione soddisfatta quando sono riuscita a capirla, e do voce alle sue parole: “Anna, vuoi un po’ di acqua?” E fa “sì” con la testa (e forse con gola arsa dalla sete), con una determinazione così forte da rischiare lo slogamento delle vertebre cervicali, sorridendo a labbra strette con occhi luccicanti. E’ giocare al gioco dei mimi, in modalità “hard”,

vivi o muori

Non parla, ma son certa che pensa una cosa del tipo: se la mamma non mi capisce a sto giro, sarò costretta a togliermi il pannolino e strizzarlo per bere la pipì e non morire disidratata.

Non sa soffiarsi il naso

Come glielo insegno ad Anna-naso-di-caccola a soffiare in un fazzoletto? Dal naso? (tutti possono soffiare in un fazzoletto dalla bocca!). Ai suoi occhi deve sembrare un po’ come se a noi chiedessero di emettere flatulenze alla violetta riempiendo le mutande di coriandoli colorati. IMPOSSIBILE! E mi sembra di sentire il suo pensiero: “Ok mamma, fammi capire: tu vuoi che io emetta aria dal naso su un fazzoletto che prima era pulito, e magicamente su di esso comparerà uno Slimer spiaccicato? E insisti dicendo che questo possa farmi sentire meglio? Non credo che vedere Slimer morto nel fazzoletto possa farmi stare bene.” E così, appena cerco di scrostarle il naso con una salviettina, gira la testa di prepotenza e fugge, e se per caso riesco ad agguantarla e passare il fazzoletto sul muso, parte la sceneggiata e singhiozza come se la stessi affogando nella vasca. Molto convincente.

Il risultato? Conati di muco e starnuti al seguito dei quali faccia e vestiti sono semplicemente da BUTTARE.

Ha un equilibrio instabile

Cammina come una papera, non piega le ginocchia e ciondola come gli zombie di The Walking Dead. E fino a qui, nulla da dire, è una fase. Le cose da annotare sono le conseguenze di questo vacillare:

  • se non ha le calzette gommose sguscia ogni tre passi come su bucce di banana
  • se devo attraversare la strada tenendola per mano il traffico deve comportarsi come al passaggio a livello, spegnere il motore e godersi la scena del treno che passa. Lentamente. Molto lentamente.
  • La cosa più divertente (sonounabruttapersona) è che ogni volta che si spaventa per un “bho!”, una entrata improvvisa in camera o uno sportello che sbatte, si irrigidisce un poco e cade sulle chiappe con un “tonf” assorbito dal pannolino. Il tutto corredato da un’espressione di rimprovero per averle fatto fare l’ennesima figuraccia, magari davanti agli amici.

Non sa bere

dal bicchiere dei grandi senza farsi una doccia completa, fredda, con l’espressione sorpresa di chi sta dormendo tranquillo sotto l’ombrellone e viene scaraventato in acqua senza tante cerimonie. Un incubo.

Non sa parlare

ed è pertanto costretta ad utilizzare grida, unghie e ceffoni al Parco Giochi per spiegare i suoi diritti nell’utilizzo dello scivolo agli gnomi parola-dotati.

Ci sono moltissimi aspetti della sua vita che, visti attraverso i suoi occhi, non devono essere semplici. Io son certa che mi sarei già fatta venire una crisi isterica nel tentativo di adeguarmi ad un mondo di giganti puzzoni (sì, per loro puzziamo) che parlano difficile, usano oggetti che si rompono, chiudono porte gigantesche che non puoi aprire senza l’aiuto e il consenso di un gigante che abusa spesso del suo potere facendoti sentire un esserino impotente. Vi pare poco? Avere un anno è una merda. 

Per questo ci sono i “terrible two”. E’ il loro modo di vendicarsi.

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