Doccia con neonato in casa

Sono un po’ nostalgica oggi. Domani è il compleanno di Gnomo Thomas: farà ben 2 anni e l’adolescenza si avvicina. Mi sono fatta trasportare dai ricordi ed in particolare mi ha fatto sorridere pensare ad alcuni dei primi momenti dovendo gestire uno Gnomo. Non avevo fatto i conti col momento della doccia con neonato in casa… Sì, perchè dopo qualche giorno a pensare solo a lui, osservarlo in tutte le sue stranezze e servire su piatto d’argento la tetta ad ogni cenno di richiesta, mi son resa conto che i capelli iniziavano a stare in piedi da soli.

Non si potGnomo Thomaseva andare avanti così: era giunto il momento di una doccia.

Fase 1: trovare il momento giusto. Il pupo dorme, corri in bagno, accendi l’acqua e spogliati. Uh, aspetta, meglio mettere lo gnomo fuori dalla porta del bagno, così se ha bisogno, lo sento. Vai a recuperare la carrozzella in sala, nuda (ed è gennaio, fa freddo) e parcheggia lo Gnomo dormiente fuori dalla porta del bagno, lasciandola socchiusa per cercare di tenere un po’ di calore dentro.

Fase 2: l’acqua è bella calda, infilati sotto la doccia… Ah, 30 secondi di relax. Ehi, aspetta, ma è un lamento quello che sento? Spegni l’acqua della doccia… attendi… non sento nulla. Me lo sarò immaginato. Accendi l’acqua e dopo 5 secondi: ehi, siamo certi che non sia un lamento? Spegni l’acqua e metti la testa fuori dalla doccia (che freddo!). Mmmm… forse è meglio che lo metta in bagno con me, così lo sento davvero se piange. Esco dalla doccia bagnata (freddissimo), apri la porta (superfreddissimo) e porta dentro la carrozzella. Fai manovra per riuscire a parcheggiarla nello spazio angusto del bagno, senza scossoni così continua a dormire. Scavalca la culla, infilati nella doccia. Apri la doccia. L’acqua è fredda (cazzo).

Fase 3: Insaponarsi. Sento dei piccoli lamenti. Docciaschiuma e shampoo alla velocità della luce. Il lamento in 1 minuto diventa pianto. Accelerano i battiti cardiaci e cerco di essere flash mentre strofino.

Fase 4: Sciacquarsi. E lui piange. Anche a me viene da piangere. Cerco di togliermi tutta la schiuma di dosso mentre il pianto diventa un ululato. “Sono qui amoooore! Dai, ho quasi fatto!”. A nulla volgono le mie suppliche di stare zitto.

Fase 5: Balsamo. Non me la sento. So di dovermi accontentare e il balsamo rimane sulla mensola a fissarmi, malinconico. Esco dalla doccia, a denti stretti col pensiero inveisco contro i suoi pianti inopportuni e mi infilo l’accappatoio. Mi guardo sconsolata allo specchio, sentendomi la vittima tapina di un piccolo demone. Ehi, ma è schiuma quella sulla mia testa? Sospiro sconsolata.

Chissà tra quanto avrò il lusso di depilarmi e mettermi lo smalto.

Per fortuna tutto si è aggiutato e quello che pensavo fosse tragedia, si è ridimensionato. Rientra tutto nella norma e fa parte di come si può sentire una mamma alle prime armi. Vi ricordate?


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