Una mattinata di cacca

A raccontarla ora mi pare davvero troppo per poter essere vero… ed invece è successo. Ecco una sporca avventurina.

Ero al mare con lo Gnomo, spiaggia pubblica: soli io e lui. Quando è giunta l’ora di abbandorare la spiaggia mi sono trovata con borsa mare sotto un braccio, borsa giochi appesa al collo, gnomo nudo grondante d’acqua nell’altro braccio: poichè ero riuscita a docciare il pupo con successo, per nulla al mondo lo avrei posato di nuovo sulla sabbia per mettergli un pannolino. Mi sono osata pertanto ad arrivare al passeggino (con grande affanno) e buttarcelo dentro: per non correre troppi rischi, gli ho avvolto l’asciugamano che avevo appeso al collo attorno al culetto e poi ci siamo diretti verso casa, che dista dalla spiaggia appena 5 minuti. Orgogliosa dell’impresa varcavo la soglia e scaricavo il passeggino, Gnomo nudo compreso. Sono corsa in bagno e dopo 3-4 minuti ho sentito una vocina provenire dal corridoio: “Mamma, cacca!”. No, ti prego… non dirmi… E si è presentato alla porta Thomas coperto di cacca dalla punta dei piedi a quella dei capelli. Ma come diamine è potuto accadere!?! Fila sotto la doccia! Mentre gli sfregavo ogni pezzetto via dalla candida pelle, pensavo a fare respiri profondi e cercavo di immaginare cosa mi aspettava in sala. Asciugato lo gnomo, gli ho messo un pannolino (non si sa mai). Nel corridoio mi accoglieva una chiazza di pipì che agilmente superavo con un balzo. In soggiorno l’inferno: due chiazze di cacca 30×30 cm, spalmate con grande cura nel tappeto. E Franci perde la testa. Urlo allo Gnomo (che in effetti non aveva molta colpa) e intanto pulisco: stracci, moccio, lisoform, alcool. E tornavo poi a grandi pesanti passi sbuffando verso il bagno, immemore della chiazza di pipì in corridoio. Ovvimanente ci sono  scivolata sopra, cadendo con un tonfo degno di pezzi di

è giunta l'ora del vasino
è giunta l’ora del vasino

iceberg che capitolano in mare, il secchio immondo cadeva con me e l’acqua putrida si spargeva come uno Tzunami per tutto il corridoio. Mi viene da piangere. Il ginocchio doleva, ma dovevo correre a prendere altri stracci per bloccare il flusso che, data la pendenza del pavimento, minacciava di finire sotto i divani. La mattinata finiva in terrazza a grattare con detersivo disinfettante il tappeto scuccio. Un’ora dopo ero a pranzo dalla suocera. Il Papi, indicando un punto di pelle sul mio braccio, a pochi centimetri sotto la spalla: “Ehi, ma è cacca quella?” Sì cazzo, è cacca! Sporca cacca di Gnomo!

Morale della storia: non fidarti troppo degli Gnomi, che “te la fanno” sotto il naso, letteralmente.

Però l’esperienza mi ha convinta a cominciare: è ora di allenarsi a fare pipì e cacca in bagno. Dal giorno dopo un vasetto blu è posto accanto al wc. E presto vi racconto come va.

 


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