Che senso ha?

Che senso ha appartenere alla razza più evoluta del pianeta e non poter contare sui propri simili? Le maestre alle elementari mi hanno spesso fatto disegnare mani di diverso colore che si stringono… e quando è caduto il muro di Berlino ero piccola (8 anni) ma ricordo che nel mio cuore pensavo: il futuro è meglio del passato dove mio papà e i miei nonni hanno sofferto per intolleranze folli. Sono una bambina fortunata e io voglio un amico giallo, uno nero, uno rosso e uno verde.

Che senso ha quando le persone cercano di far camminare le altre persone nel terrore di essere investite, di essere prese di mira senza una ragione da una bomba mollata dal cielo? Per “ragione di chi” o “di cosa” uno deve perdere la vita? La dignità? La speranza? Perchè così tanto potere nelle mani di persone che possono muovere armi e odi, generando accadimenti a loro piacimento come facevano gli dei dell’Olimpo giocando a scacchi con gli umani? Io non voglio essere una pedina.

Voglio vivere in un mondo dove la mia opinione non venga strumentalizzata da nessuno e soprattutto, in un mondo dove tutti, come me, possono permettersi il lusso di averla, un’opinione. E mi faccio ridere da sola a lamentarmi per questo, quando c’è gente che viene  massacrata fisicamente, mentalmente, letteralmente e totalmente e il cui unico desiderio è quello di sopravvivere. O di morire.

Impotenza

Ecco cosa sento.

Cosa posso fare?

Cosa posso fare?

Cosa posso fare?

Non posso pensare di essere uno strumento punto e basta, di non poter contare qualcosa.

Dove sono le mie armi?

L’amore è una cosa che conosco. Per fortuna. Per estrema fortuna io vivo immersa nell’amore. Non sono nella posizione di poter giudicare nessuno, ma grazie all’amore posso vedere le persone nude, nelle loro fragilità. La cattiveria è l’armatura che nasconde le ferite, il dolore, le paure. L’ignoranza è sposa della cattiveria, spesso gratuita, che sui social e nei bar viene vomitata da bocche irriverenti e stupide e che provoca male, generando tzunami di nuove cattiverie moleste, ancora più grandi e forti, giganti orripilanti. Combattila, l’ignoranza. Informati. Non chiudere gli occhi. Studia. Fai uno sforzo, immedesimati, comprendi le situazioni. Fattela un’opinione e non permettere che te ne venga rifilata una preconfezionata, che verrà poi strumentalizzata per scopi immondi.

E piantala di sentirti superiore solo perchè non sei nato “laggiù“. Non lo capisci? è solo questione di fortuna.

Caparezza ha riassunto questo atteggiamento in una frase molto azzeccata

Tu sei nato qui
Perché qui ti ha partorito una fica

e punto.

Forse questo è un buon punto. Di inizio. Cominciamo con l’umiltà e vediamo se le nostre frasi da bar e le nostre bacheche su Facebook iniziano a prendere una tonalità più umana, nell’accezione più nobile ed eroica del termine, delle boiate sparate solo per il gusto di avere una reazione da qualcuno, che sia un “mi piace” o un solenne, ma in fondo assai misero, cenno di consenso. E se tutto questo potrà dare il via a movimenti di opinione davvero costruttivi.


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