Bagnetto del Neonato – Cosa serve? Come si fa?

Questo è un video di una infermiera pediatrica francese, Sonia Rochel, diventata famosa su Youtube per i suoi Talasso-Bagnetti ai neonati.

Sembra molto facile… ed in effetti è proprio così! Certo, gli Gnomi sono un po’ scivolosi e a toccarli le prime volte si potebbe avere l’impressione di romperli, ma una volta presa la mano vi accorgerete che non c’è nulla di complicato.

Cosa serve?

Un lavandino: non è necessario comprare una vaschetta apposita a meno che non abbiate un lavandino davvero piccolo. Se non vi sentite molto sicure di riuscire a tenerlo senza che scivoli, potrebbe essere di conforto (più vostro che del neonato) un supportino come questo (il costo è di circa 20 euro).

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Supporto per bagnetto neonato

Un po’ di amido (di riso, di mais o altro): non servono saponi o prodotti detergenti particolari. L’amido aiuta a lenire gli eventuali arrossamenti cutanei e deterge molto delicatamente, lasciando la pelle morbida. Io mi trovo molto bene con la polvere di riso che trovate in erboristeria ad 1,50 euro al chilo (come qui su tibiona.it). Una validissima alternativa è l’amido di Maizena, proprio quella che usate per preparare i biscotti. Costa solo 1 euro a pacchetto, si trova in tutti i supermercati e ne basta un cucchiaio sciolto in acqua. La consistenza e le proprietà di questi amidi, li rendono idonei anche ad essere utilizzati come talco per asciugare le pieghette della pelle. Sono addirittura meglio dei comuni talchi, perchè non contengono profumazioni e sono super economici!

– Un po’ di sale da cucina sciolto nell’acqua (ne basta un cucchiaino), meglio se integrale, per restituire il carico di sali minerali che si perde naturalmente con la detersione.

– Eventualmente un goccino di olio, specialmente se dopo il bagnetto volete fare qualche carezza coccolosa. Ne basta pochissimo, 4 o 5 gocce. Quale olio usare? Ottimo quello di sesamo (anche se un po’ costoso). Si può optare anche per olio alimentare di oliva o di mais. Anche in questo caso, minima spesa, massima resa! L’olio serve specialmente in presenza di crosta lattea. In questo caso si può abbondare, imbibendo un batuffolo di cotone e tamponendo la crosta per tenerla morbida morbida e poi lavarla delicatamente con un nuovo batuffolo di cotone imbibito di acqua del bagnetto.

Cosa non serve?

Oli profumati, saponi, shampoo, spugne (che comunque, per quando naturali e morbide possono sempre trattenere germi e batteri e favorire la formazione di muffe), termometro (basta immergere il gomito in acqua… vi accorgete se è fredda o calda!).

Ed ora qualche consiglio sul “Modus Facendi”.

– Riempire il lavandino (o la vaschetta) di acqua a circa 37°, temperatura corporea.

– Il bebè va immerso nell’acqua facendo passare il proprio braccio sinistro (o desto se siete mancine) dietro le spalle e tenendo il piccolo per l’ascella, in modo da avere l’altra mano libera per lavarlo.

Non è necessario sciacquarlo.

Procedere all’asciugatura tamponando la pelle e non strofinando. Per i padiglioni auricolari potete usare un fazzoletto di cotone. Mi raccomando, MAI il coton-fioc.

Consigli extra? Non è vero che bisogna fare il bagnetto tutti i giorni. Bastano 2 volte alla settimana. Se vedere che il bimbo gradisce ovviamente può diventare un rituale quotidiano che rinforza anche il vostro legame.

Per i primi giorni, in presenza di cordone ombelicale, evitate di tenerli a mollo per lungo tempo e cercate di non lasciare in immersione per interi minuti il moncherino per evitare di impedirne la mummificazione.

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