Capricci? No grazie

mammaio_capricci2 Ci sarà un motivo per cui chiamano i 2 anni, “The terrible two“… ed ora inizio a capire perchè. Domenica prossima lo Gnomo compie 2 anni… senza troppa fatica posso fare un excursus del crescendo dei suoi capricci, che stanno diventando sempre più tosti. Fino a qualche mese fa le sue richieste iniziavano con un lamento flebile, che se non ascoltato cresceva una rimostranza più decisa, per poi finire un pianto sterile alla ricerca di attenzione. Fino a qui tutto gestibile. Ma come è successo che nel corso di breve tempo si è passati dal flebile lamento alla crisi isterica immediata? Perchè ora, per richiedere la colazione (wish, per lo Gnomo) l’andi è diventato questo? “MAMMA WIIIIISHHH!!! mammaio_capricci3UAHHHAAAA!!!” con tanto di voce rotta dalla disperazione e spesso tuffi perterra a faccia in giù urlando come se qualcuno avesse rapito e torturato il suo orsetto del cuore? Io rimango allibita, da lui, ma soprattutto dalle mie reazioni: come direbbe mio marito informatico, “mi manca il software per gestire questa situazione”. E a volte reagisco sgridandolo (la maggior parte in effetti), a volte finisce in castigo, a volte lo ignoro (o almeno faccio finta di ignorarlo). Ma qual è la cosa giusta da fare? Tata Lucia! AIUTAMI!!! SOS Tata inizia a diventare una risorsa allettante… ma prima di finire in Tv a far vedere a tutta l’Italia la mia incapacità di gestire la cosa, ho raccolto sul web qualche suggerimento che proverò ad attuare (grazie a www.nostrofiglio.it): il primo è RIMANETE CALME…

1 – Vietato urlare. La voce deve essere ferma e sicura.

E’ importante fornire ai bambini una guida precisa e sicura, impartendo regole con frasi brevi e chiare accompagnate da gesti facilmente riconoscibili. Questo non significa usare la propria voce urlando ma assumere un tono fermo e sicuro, deciso, non alterato dalla rabbia e dalla disperazione.

2 – Premia il comportamento corretto. Senza esagerare.

Indirizza il bambino verso il comportamento corretto premiandolo anziché castigare il comportamento sbagliato. Fai però attenzione a non abusare dei premi che, se vengono elargiti con troppa facilità, perdono il valore gratificante.

mammaio_capricci3 – Trattalo come una persona adulta.

Molti genitori fanno l’errore fondamentale di dimenticarsi che anche un bambino, per quanto piccolo sia, è una persona con tutte le complessità che la caratterizzano. E così, se un adulto concede a se stesso e agli altri adulti sbalzi umorali e capricci che giustifica con stanchezza e stress, lo stesso vale per i bambini.

4 – Impara a distinguere tra capriccio e bisogno.

Piccole sfumature nel suono della voce del bambino possono indicare esigenze diverse. Talvolta si tratta di legittime richieste, come quella del cibo, il latte materno, o del bisogno di attenzione, talaltra invece possono essere richieste meno importanti.

5 – Non assecondare i capricci.

I capricci non vanno assecondati perché tale atteggiamento può condurre a un circolo vizioso. Spesso un “non intervento” in caso di capricci ingiustificati può rappresentare una valida risposta e, nello stesso tempo, una scelta educativa.

6 – Osserva con attenzione per riuscire a valutare i comportamenti e impara a essere paziente.

Occorre armarsi di pazienza e affinare il proprio spirito di osservazione. Non solo si riuscirà a risolvere al meglio il capriccio del momento, ma si potrà persino imparare a prevenire i malumori e la loro degenerazione in urla e strilli disperati.

7 – Non dimenticare che molte dinamiche si generano all’esterno dell’ambito familiare.

All’’asilo o a scuola possono esserci molteplici motivi di disagio e difficoltà da superare che possono scatenare reazioni capricciose sia immediate, sul momento, sia in un secondo momento, una volta rientrati in famiglia, magari con il pretesto di una causa di per se assolutamente banale, ma che cela appunto altre motivazioni.

8 – La risposta ai capricci deve essere coerente con il modo di fare educazione.

Scegliere tra ignorare o non ignorare i capricci, rispondere, cercare di spiegare o sgridare, dipende dal modo in cui il genitore educa il proprio figlio. Prima ancora di capire qual è la risposta giusta al capriccio, quindi, per coerenza, è bene che ogni genitore abbia ben chiaro il modo in cui intende affrontare il percorso educativo con il proprio figlio.

mammaio_capricci59 – Cerca di essere più tollerante e comprensivo quando un capriccio si manifesta per fame o sonno.

Un corpo affamato, specialmente nel caso dei bambini, risente anche a livello ormonale della necessità di alimentarsi. Anche la mancanza di sonno e la necessità di riposo influiscono sull’emotività anche a livello ormonale. Il genitore dovrà quindi essere più tollerante e comprensivo.

10 – Non abusare dei dolci per sedare i capricci. Sono un’arma a doppio taglio.

I dolci possono essere una coccola gradita quando non se ne abusa. Se usati inopportunamente per sedare i capricci infatti, possono essere una causa alquanto subdola di crisi isteriche e sceneggiate di origine “chimica”.

11 – Non cedere ai piccoli ricatti.

E’ tipico dei bambini saper cogliere al volo le debolezze dei genitori, dei nonni o di chiunque abbia con loro un forte legame affettivo. E approfittarne al meglio con un capriccio ben architettato. Se sarà chiaro che una mamma molto apprensiva elargirà coccole al minimo lamento, i bambini si trasformeranno in perfetti attori ogni qual volta ne avranno semplicemente voglia, e non realmente bisogno.

12 – Non dare troppo spazio al capriccio.

Se il bambino capisce che può ottenere qualcosa con un determinato comportamento, tenderà a reiterare tale comportamento. Quando il capriccio diventa una forma di controllo del bambino nei confronti del genitore è importante non dare uno spazio troppo grande al capriccio, magari passando ore e ore a fornire spiegazioni, oppure esaudirlo qualunque esso sia.

13 – Non intervenire con un castigo quando il bambino si dimostra possessivo nei confronti di un oggetto.

Quando un bambino si dimostra troppo possessivo nei confronti del suo pupazzo preferito o di un altro oggetto cui tiene in modo particolare, lanciandosi in crisi isteriche quando un altro bambino glielo sottrae per giocare, non deve essere castigato. E’ più efficace cercare di distrarre la sua attenzione dell’oggetto desiderato, magari proponendo un’alternativa altrettanto interessante.

14 – Non assecondare i capricci a tavola.

Il capriccio a tavola è un vero classico che non va assolutamente assecondato, anzi, va punito con la necessaria durezza che non deve però mai essere eccessiva, per evitare conflitti estenuanti per entrambe le parti e pure controproducenti. La regola migliore è quella del “patteggiamento”: “mangiane almeno un po’”. Mai invece concedere alternative quando il “non mi piace” è pretestuoso.

15 – Quando i capricci sono senza controllo, rassicura il bambino con un abbraccio.

Se il bambino esplode in una specie di crisi isterica, i genitori devono tenere conto che la parte emozionale del cervello non è ancora bene sviluppata e che quindi ha perso il controllo. L’atteggiamento migliore è rassicurarlo con un abbraccio.

16 – Adotta la linea dei “patti chiari” quando si tratta di richieste materiali.

Non appena è possibile “ragionare” con il bimbo, adotta la linea dei “patti chiari”, per esempio, “andiamo a fare la spesa e ti compro una cosa sola”. Facendo così si può poi lavorare sul tono: se la richiesta arriva ben fatta e non con il capriccio tirannico la si esaudisce. Anche questo diventa educazione.

mammaio_capricci417 – Ignora il capriccio plateale.

Quando il capriccio è plateale bisogna semplificare: più grande e più scenico è il capriccio, più è inutile dargli peso. Spesso l’atteggiamento migliore è quello di ignorarlo: non ha senso la performance se nessuno la osserva.

18 – Gestisci con attenzione il capriccio determinato dalla paura.

I capricci determinati dalla paura (paura dell’abbandono nel momento di prendere sonno, paura di andare all’asilo o a scuola, paura in generale tutte le volte che il bambino deve lasciare il genitore) non sono dei veri e propri capricci, ma delle reali necessità e quindi vanno gestiti con più attenzione. La manifestazione è vestita da capriccio, ma il bisogno che comunica è tutt’altro che superficiale.

19 – Prima di punire o reprimere un capriccio, considera che potrebbe essere una risposta allo stress.

I bambini attraverso i capricci possono chiedere aiuto per cause di stress esterne al contesto familiare, o al contrario tensioni all’interno della famiglia. Se un bambino normalmente calmo e sereno manifesta improvvisamente disagi, anche sotto forma di capricci, considerate questi aspetti.

20 – Non eccedere con le regole.

Una sollecitazione non equilibrata da parte dei genitori, può creare un corto circuito che sfocia inevitabilmente nel capriccio. Gli ordini, per esempio: “fai questo, non fare quello”, alla lunga portano a risposte nervose e aggressive. Il gioco, le risate e le coccole stimolano invece una produzione di ormoni che suscita uno stato di calma e benessere. Stimolare in modo squilibrato vuol dire eccedere in una sola direzione. Un sano mix di poche ma ferree regole, e tante benefiche attenzioni è certo alla base di un bimbo sereno e poco incline al capriccio facile.

Genitori, che il dio della pazienza venga a noi!

E per riderci su… che male non fa… vi ricordate il post dei motivi più validi per fare i capricci?


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