Far sapere che sei incinta… la seconda volta

Applausi per chi è incita! (per la prima volta)

donna-incintaLa seconda volta che rimani incinta, non è come la prima. Magari ti aspettavi una sorta di replica della situazione di anni fa, quando annunciavi al mondo che eri in dolce attesa e le persone ti riservavano una “stand in ovation“, si lasciavano andare a pianti epocali e ad abbracci strappa lacrime e a commenti poco eleganti con tanto di gomitata nelle costole a tuo marito. L’abbiamo già detto che no, la seconda volta non è la stessa cosa. Pare che la notizia non generi così tanto entusiasmo al secondo giro.

Nel mio caso specifico io non ho certo aiutato la situazione, avendo condotto in maniera pessima la diffusione della notizia (e pensare che di mestiere sono a capo di un ufficio stampa).

Con l’arrivo di Thomas (che all’epoca non sapevamo manco che sarebbe stato un “Thomas“) ho fatto sedere mia mamma sul divano e l’ho preparata alla notiziona; mio fratello l’ho svegliato dolcemente dal sonno chiamandolo “zio” a più riprese. Con i suoceri mio marito ha registrato un video di nascosto mentre buttava lì la notizia tra un discorso e l’altro facendoli rimanere stupiti e sconcertati.

Con Anna le cose non state così curate, ed ecco come è andata.

positive-pregnancy-testFaccio il test la sera prima di andare a dormire. Ero quasi convinta in un “non sei incinta, ritenta, sarai più fortunata“, visto l’ultimo test di qualche settimana prima e l’irregolarità del mio ciclo. Ed invece si intravede un leggerissimo segnetto rosa… So che è un “Sì” ma il pallore della barretta quasi mi convince che potrebbe essere un miraggio. Vado a letto confusa… e mi sveglio con la consapevolezza. Sì, sono incita! Io e mio marito ci passiamo il test: “ma siamo certi?” “Ma sì! non posso essere solo un po’ incinta, o la sono o non la sono, e se la sono un pochettino, la sono!” Davanti all’inafferrabile logica del mio discorso, si convince anche lui ed inizia a parlarmi di come dobbiamo aspettare un po’ a dirlo anche ai nostri genitori, ecc ecc. Nel frattempo sto già fotografando il test per inviarlo senza un commento alla mia amica del cuore, Elena, che il giorno prima era come ad acquistare il test. Invio la foto.

A mia suocera.

Cazzo

Cerco subito di colpevolizzare Toni che è andato in modalità logorroica e mi ha nominato sua mamma proprio mentre sceglievo il destinatario del messaggio… cosa che mi ha confusa col risultato di essermi sputtanata con le mie stesse mani.

bip bip

risposta di mia suocera:

Franci, cos’è? un termometro? sta male il bambino?” 

La chiamo subito per spiegare cos’è… cosa che in effetti già sospettava, ma non voleva dire per grande delicatezza.

Poi chiamo mia mamma e mio papà, che mi dice: “Se non l’hai fatto per sbaglio e sei felice tu, son felice per te“.

e a ruota lo diciamo a tutti gli altri: mio fratello l’ha saputo da mia mamma al telefono, i vicini di casa l’hanno saputo per sentito dire, e a tutti gli amici lo abbiamo detto la notte di capodanno, durante il cenone. Nessuna “stand-in-ovation”. Ma tutto ciò significa che qualcuno se lo aspettava. E anche questo per me è motivo di orgoglio… io, che non avrei mai detto che sarei diventata mamma, dentro di me avevo un nuovo, secondo, ma mai meno importante, amore che cresceva.



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