#MomsDontQuit – mamme, non mollate!

#MomsDontQuit
Il mondo del lavoro ha bisogno delle mamme, non costringiamole a dimettersi!

Conoscete questa campagnia? si tratta di un’importante opera di sensibilizzazione nei riguardi delle donne a rischio di perdere il proprio lavoro solo per il fatto di diventare mamme.

Lo sapevate che molte donne in età fertile, al momento dell’assunzione, sono costrette a firmare un foglio di dimissioni in bianco, che verrà tirato fuori dal cassetto in caso una rimanga incinta? Eppure è così. Succede anche che molte di loro subiscano pressioni da parte dei propri capi per indurle a lasciare il lavoro: vere azioni di mobbing, in cui non vengono riconosciuti i diritti basilari e vengono imposti orari e “favori” impensabili, solo per fare sentire la persona, la donna, abbastanza inadeguata o schiacciata da essere costretta a mollare. Premetto che io sono tra le fortunate e cui questo problema non si pone. Io ho potuto gioire anche con i miei datori di lavoro della maternità, ma simpatizzo molto con le amiche e donne che non hanno questa fortuna.

Tornando a #MomsDontQuit, un gruppo di mamme ha deciso di scrivere una lettera… indirizzata però ai propri figli, per dimostrare l’assurdità della pressione a lasciare il lavoro a cui molte, purtroppo, devono fare fronte.

Preparate i fazzoletti

Anche io ho scritto una lettera dedicata in questo caso a tutti i datori di lavoro che stanno pensando di lasciare a casa una mamma.

Caro datore di lavoro,

Mi ha costretta a dimettersi, lo capisco. Lei ha un business da mandare avanti e ha voluto tutelare i propri interessi, preferendo non assumersi il rischio di avere una “mamma” all’interno del suo staff. E così si è privato di una risorsa.

E che risorsa! Mi permetta di sottolineare la sua totale assenza di lungimiranza elencando banalmente alcuni dei motivi per cui, con orgoglio, scriverò “Mamma” sul Curriculom Vitae che presenterò ai miei prossimi colloqui di lavoro. Nessuno dovrà più sottovalutre il fatto che cresco quotidianamente, come individuo e come genitore.

Multi-tasker

Si sa che le donne sono di natura multi-taskers, ma divetare genitore incrementa notevolmente il livello: figlio 1 che fa i capricci, figlia 2 che vuole “in braccio”, pentola che bolle sul fuoco e il citofono che suona. Una mamma può superare all’istante 3 ostacoli di percorso e nel mentre trovare il tempo di respirare e darsi mentalmente una patta sulla spalla.  Senza dimenticare i periodi in cui vivi col bambino nella fascia, mangi e rispondi alle email nello stesso momento. Mamme lavoratrici, alzi la mano chi non ha mai allattato mentre lavorava al computer!

Pazienza e dedizione

Gestire un capriccio, sfamare la famiglia, spiegare per l’ennesima volta al grande perchè non può puciare le dita nell’acqua dell gabinetto… la pazienza si assotiglia e spesso si arriva al limite, ma, come per tutto, è questione di allenamento e questa aumenta e aumenta, come un buon bicipite. La medesima pazienza può essere utilizzata con colleghi e clienti, che spesso vogliono le cose fatte esclusivamente a proprio modo e smettono di ascoltare gli altri.

Capacità organizzativa

Come il migliore operetion manager, la mamma si assicura che sia instaurato un efficiente flusso di attività e routine, con l’obiettivo di rendere ogni giorno migliore del precedente. Se si presenta qualche intoppo, problemsolving! e mamma salta in sella per gestire l’emergenza e garantire che le cose fluiscano liscie. Il bimbo sta male? Il cervello di una mamma entra in modalità “mental planning” per decidere le attività del giorno: chi porta il bimbo dal dottore, cosa cucinare, come intrattenerlo se non dorme, quando dargli le medicine, come farlo sentire meglio con qualche rimedio casalingo di conforto. Questo accresce ancor più la naturalezza con la quale gestire efficentemente le cose in ufficio, rispettando le scadenze e diventando un punto di riferimento.

Attenzione per i dettagli

Nulla passa inosservato ad una mamma. Dallo stato dei vestiti quando si esce al mattino a quanti spicchi di mandarino sono stati mangiati, dai giochi infilati nelle crepe dei divani alle variazioni di colorito dell’incarnato di ogni membro della famiglia. Si diventa Project manager per il complenno a tema “principesse” o “supereroi” senza dimenticare la disposizione di un singolo palloncino.

Risparmio

Attenzione nel gestire le risorse finanziare: informata sui prezzi dei pannolini delle principali marche e sottomarche di tutti i supermercati in zona, su tutti i nuovi prodotti per l’igiene e il vestiario. Esperta in cibo salutare, ecologico, economico diventano ben presto parole chiave e vera filosofia di vita.

Immaginazione

Giocare con i bambini richiede un po’ di creatività, anche se non sei naturalmente dotato: mani + luce = ombre sul muro a forma di animali, robot costruiti con tappi di sughero, tubi di carta igienica per una estrosa sessione di pittura (ottimizzare le risorse), giocare a “fare finta” cucinando torte con i LEGO… La stessa capacità che un impiegato deve tirar fuori per proporre interessanti campagne o per favolosi brainstorming.

Capacità analitica e prontezza

non abbiamo i super-poteri, ma una sorta di istinto amplificato che sembra quasi avvertirti dal futuro di ciò che sta per accadere. Si può stare sicuri che se un bimbo nell’appartamento di fianco ha cominciato a piangere a seguito di un tonfo, c’è già una mamma in volo per valutare la situazione a mettere in atto il piano di emergenza previsto. Il tutto mantenendo la calma.

Ma lei ha scelto di lasciarmi a casa. Io non avrei mollato. Io all’epoca avevo scelto di lavorare per Lei, per offrirle le mie capacità e competenze e ho scelto il suo posto di lavoro come luogo di realizzazione: ho erroneamente pensato che Lei, da canto suo, avrebbe fatto del suo meglio per darmi la possibilità di crescere e maturare come lavoratrice, come individuo, come persona. Chi offre un lavoro, a mio avviso, si assume una certa responsabilità morale. Ho pensato banalmente che condividesse con me l’importanza della cooperazione tra individui che condividono uno scopo (il successo della sua attività, in questo caso) e il prendersi cura uno dell’altro, con profonda dedizione e professionalità. Io non l’avrei mai mollata. Ma io, sono una mamma.

Per saperne di più: www.momsdontquit.it | #momsdontquit

 


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