Piccolo straniero in terra straniera – Un neonato in casa

gnomo
l’osservatore

Stavo pensando ai primi momenti con lo Gnomo a casa… e ho deciso di raccontarvi le prime impressioni per condividere con le altre mamme e papà un momento così delicato. Inizio col dirvi (mamme) che se vi trovare in ascensore a piangere senza motivo con uno gnomo nel passeggino, è tutto normale: se vi trovate a singhiozzare sotto la doccia perchè fuori uno gnomo piange, è tutto normale; se vi trovate a pensare che la sanità mentale vi sta scappando dalle orecchie, magari mentre siete in mezzo agli amici che ridono e scherzono, è tutto normale. Ma come fa il mondo ad andare avanti così, come se niente fosse?

Si vive di intensità, è tutto normale (e gli ormoni ballerini diventano una buona scusa per ogni sclero che avrete!  😉 ).

Avevo il cervello permeato di una intensa dolcezza e delicatezza, che spesso diventava fragilità (e giù pianti immotivati! Il primo perchè “è troppo carino con quel cappellino azzurro!”. Mi ci è voluto un quarto d’ora per riprendemi!).

La responsabilità di una vita fra le mani, una nuova consapevolezza: essere fiondati di botta in un ruolo nuovo. E’ una cosa più forte di quanto uno possa pensare, impossibile da immaginare a priori. Un impatto grandioso, se aggiunto poi alla fatica del parto da cui ci si deve riprendere, più la fatica della gravidanza che ha stravolto il nostro fisico… una volta superato tutto sarete meritatevolmente investite del titolo di super-eroine! Ma prima ci si deve passare… E non scrivo queste cose per spaventare, ma per assicurarvi che è normale essere sopraffatti dalla gioia, dalla stanchezza, dalla paura. Ognuno trova la sua strada per farlo al meglio.

Una cosa che mi ha accompagnata per un po’ è stata la paura di fare la cosa giusta, di sbagliare, di non essere compresa… Un piccolo consiglio per fare la cosa giusta: non seguite i troppi consigli che arrivano inevitabilmente da ogni direzione! (LOL) e pensate così: il vostro bimbo è un piccolo cucciolo di alieno, capitato d’improvviso su un pianeta asciutto, pieno di luci, di odori, di rumori. Non sa ancora bene come comunicare con voi, ma farà del suo meglio per farsi capire, e voi lo aiuterete ad imparare ad esprimersi. Ascoltatelo e cercate di interpretare quello che vi sta dicendo nel suo linguaggio. Voi per lui siete la cosa più meravigliosa che c’è, e la mamma ed il papà migliori che ci siano. Non abbiate paura, ascoltatelo e vi dirà lui cosa fare.

Una lettuara che mi ha aiutata è stata: “Il linguaggio segreto dei neonati” di Tracy Hogg, un’ostetrica-educatrice inglese, che con ironia e professionalità racconta del nuovo arrivo, aiutando ad organizzarsi per benino.


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