Una Mamma Canguro – Baby Wrap

La fascia porta bebè

mammaio.wordpress baby wrap fascia porta bebe
mammaio.wordpress baby wrap – fascia porta bebe

Passeggiare per il supermercato e avere tutti gli occhi addosso, passando tra una scia di “Ooooohhhh”! Ecco cosa succede se optate per una fascia portabebè. Mi piace moltissimo legarmi addosso il mio gnomo, che si accoccola sul seno e si addormenta cullato dalla mia camminata. Mi piace meno lo sbrodolo di bava che lascia sui vestiti… ma ogni medaglia ha il suo rovescio!

Scherzi a parte, l’utilizzo della fascia è consigliatissimo: certo, all’inizio capire come indossarla comporta un po’ di esercizio, ma presto si diventa esperte:  seduta in macchina in 2 minuti si sistema lo gnomo, comodo comodo.

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Ho ricevuto moltissimi complimenti e molte richieste da parte di mamme, nonne e papà: “dove l’hai presa? come si indossa? è facile?”. Succede anche a voi? Bella sensazione! Non c’è nulla di più naturale, è facilissima da indossare è il beneficio è grandioso.

E’ molto consigliata dai pediatra che ne promuovono l’utilizzo perchè abbraccia il piccolo, legandolo al corpo della mamma e dandogli la sensazione di protezione che aveva nella pancia. Attualmente sta andando molto di moda in America, Inghilterra e Australia. E con moda incluso anche la possibilità di scegliere fra diversi colori e tessuti o, per le più intraprendenti di farsela da sé, totalmente personalizzate. In fondo si tratta semplicemente di una sciarpa molto molto lunga e abbastanza spessa.

Come si fabbrica una fascia porta bebè? Semplicissimo! Basta scegliere un bel pezzo di stoffa lungo circa 4,5 metri e largo circa 55 cm. La stoffa può essere di qualsiasi materiale, ma io consiglio cotone leggero, tipo t-shirt o poco più spessa, quel cotone leggermente elastico è l’ideale. In questo modo la fascia è traspirante e avvolgente, non fa sudare ed è leggera. Inoltre questo materiale vi consente di tagliare, senza dover cucire i bordi che si arrotolano su se stessi, come nelle magliette sportive da palestra, per intenderci.

Quando il pupo cresce, il tessuto elastico non è più consigliabile perchè il peso del bambino porterebbe la fascia a fare rimbalzare il bimbo se troppo lasco, e a stringerlo troppo se stretto. Il mio gnomo pesa quasi 8 chili, e tra poco mi sa che dovrò passare ad un tessuto più consistente: opterò per cotone un po’ spesso, o lino.  E la vostra come è fatta? Sono curiosa, visto che presto voglio confezionarne una sia per me che per la mia amicha che è in attesa…

Dal punto di vista utilitaristico, si può indossare in modi differenti che si adattano alla crescita degli gnomi. Ora che ha 5 mesi, per esempio, lo “monto” che guarda in avanti. La fasciatura distribuisce bene il peso su tutto il tronco, in modo che non venga mal di schiena. In questo modo è comodo camminare, specialmente se si sta facendo la spesa e si è da sole: spingere il carrello e il passeggino contemporaneamente è impossibile, e spingere il carrello e trainare un cestino con ruote, non è consigliabile: io ci ho provato, con il risultato di sbattere in diversi espositori, far cadere scatole e barattoli e uscire dal supermercato in fase di sclero. poi vedete anche con il cucciolo come la prende… il mio per esempio non sopportava avere le gambe legate, e ho dovuto legarlo lasciando le coscette penzoloni sin da subito. Per i piccoli piccoli, molto comoda la fasciatura a culla, con il piccolo coricato. Qual è la posizione preferita dai vostri figli?

Nella foto qui sopra, ero ad una mostra di arte: il piccolo aveva 2 mesi. Un signore mi ferma e mi dice: “Complimenti signora per questa grande dimostrazione artisica! e poi l’accostamento di colori, rosso col verde, è davvero azzeccatissima!” manco fossi uno dei quadri! 🙂 Ma devo ammettere che mi ha fatto piacere questo commento bohemien al mio stile.

Nulla di nuovo in effetti… In Africa, in Asia e in America Latina è il modo comune di portare con se i piccoli,  dove non ci sono passeggini e dove le mamme lavorano tutto il giorno con i bambini accoccolati sulla pancia e sulla schiena. Quindi nessuna remora: lì i bambini ci stanno da dio, e il contatto continuo con la mamma non può che far bene… e anche coi papà!


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